mercoledì 25/11/2009
http://www.cinemaaquila.com/evento/muro-di-celluloide-i-film-della-cassaforte/

Muro di Celluloide, I Film della Cassaforte

Comune di Roma venti e libertà zetema

Al Nuovo Cinema Aquila i film dell’ex-Cecoslovacchia realizzati negli anni ’60 e ’70, ma usciti solo dopo la caduta del muro di Berlino.

Muro di Celluloide

I Film della Cassaforte

Nuovo Cinema Aquila – sala 1
25 novembre 2009 a partire dalle ore 18.00
Ingresso gratuito

Secondo appuntamento con le celebrazioni per la caduta del muro di Berlino: mercoledì 25 novembre al Nuovo Cinema Aquila dalle ore 18.00 parte il focus dedicato alla caduta del muro di Berlino attraverso il vissuto sociale e cinematografico dell’ex-Cecoslovacchia. Le pellicole proiettate sono Kolya di Jan Sverák, e Allodole sul filo di Jirí Menzel, uno dei cosiddetti film della cassaforte, come sono definite quelle opere che, realizzate tra il 1966 e il 1970, a causa della censura hanno visto la luce solo dopo il crollo del muro.

L´iniziativa, patrocinata dal Comune di Roma in collaborazione con Zètema-Progetto Cultura, si avvale della collaborazione con la Dott.ssa Tereza Knapp.

Programma

18.00 Kolya di Jan Sverák
21.00 Incontro con la curatrice Tereza Knapp
22.00 Allodole sul filo di Jirí Menzel

Kolya di Jan Sverak. Con Andrej Chalimon, Zdenek Sverak Sentimentale, durata 110 min. – Italia, Francia, Gran Bretagna, Germania, CSI 1996, distribuito da Lucky Red.
Praga, 1988. L’anziano Louka, esimio violoncellista disoccupato, indebitato e scapolo sottaniere, accetta per denaro di sposare una russa, madre di Kolja, per permetterle di acquisire la cittadinanza ceca. Ottenutala, la donna se ne va in Germania, lasciando Kolja alla nonna che, però, ha un infarto e muore. Kolja passa a Louka. Rapporto difficile: il musicista non parla il russo, il bambino non sa il ceco. Intanto la macchina burocratica si mette in moto. Si vorrebbe mandare Kolja in un brefotrofio russo, ma è ormai la fine del 1989, il regime socialista crolla. Oscar 1997 per il film straniero.

Allodole sul filo di Jirí Menzel. Con Rudolf Hrusinsky, Vaclav Neckar, Leos Sucharipa. Satirico, b/n durata 100 min. – Cecoslovacchia 1990 (1969).
Dal romanzo omonimo di Bohumil Hrabal. Nei primi anni ’50, a Kladno (Cecoslovacchia) un deposito di rottami metallici è trasformato in campo di rieducazione per borghesi di ogni tipo (intellettuali, bottegai, ragazze che hanno cercato di espatriare clandestinamente), costretti a un lavoro manuale. Satira con gli artigli di velluto, tragicommedia che ha la finezza di un merletto e la grazia quieta di un acquerello, questo apologo dal passo leggero sull’assurdo quotidiano e la stupidità burocratica di un regime stalinista fu iniziato durante la “primavera di Praga” del ’68, terminato nel ’69, proibito dalla censura, disseppellito vent’anni dopo. Orso d’oro al Festival di Berlino 1990 ex aequo con l’americano Music-Box-Prova d’accusa di Costa-Gavras.