martedì 23/09/2008 come_un_uomo_sulla_terra_locandina
http://www.cinemaaquila.com/evento/come-un-uomo-sulla-terra/

Come un uomo sulla terra

Ancora prima dell’uscita in Libreria quasi 2000 copie del DVD+Libro in 10 giorni

Martedì 10 novembre presentazione del libro+dvd e proiezione speciale del film:

saranno presenti gli autori, i protagonisti del film, Stefano Liberti e Boris Sollazzo

Ingresso gratuito

A seguito del grande successo ottenuto della proiezione del film di Riccardo Biadene, Andrea Segre e Dagmawi Yimer, martedì 10 novembre alle ore 18.00 il Nuovo Cinema Aquila invita tutto il pubblico alla presentazione del Libro+DVD Come un uomo sulla terra.
Saranno presenti gli autori, i protagonisti del film, assieme a Stefano Liberti e Boris Sollazzo.

Per info: http://comeunuomosullaterra.blogspot.com

AVVISO SPECIALE: chi avesse difficoltà a trovare il libro nelle libreria della propria città è pregato di segnalarlo inviando una mail a dvd.comeunuomo@gmail.com con oggetto: PROBLEMA LIBRERIA

COME UN UOMO SULLA TERRA di Riccardo Biadene, Andrea Segre e Dagmawi Yimer

Pluri-premiato documentario che con rara efficacia porge il microfono ai migranti africani testimoni delle brutali modalità con cui la Libia controlla i flussi migratori, su richiesta di Italia ed Europa.

Dag studiava Giurisprudenza ad Addis Abeba, in Etiopia. A causa della forte repressione politica nel  suo paese ha deciso di emigrare. Nell’inverno 2005 ha attraversato via terra il deserto tra Sudan e Libia. In Libia, però, si è imbattuto in una serie di disavventure legate non solo alle violenze dei contrabbandieri che gestiscono il viaggio verso il Mediterraneo, ma anche e soprattutto alle sopraffazioni e alle violenze subite dalla polizia libica, responsabile di indiscriminati arresti e disumane deportazioni. Sopravvissuto alla trappola Libica, Dag è riuscito ad arrivare via mare in Italia, a Roma, dove ha iniziato a frequentare la scuola di italiano Asinitas Onlus punto di incontro di molti immigrati africani coordinato da Marco Carsetti e da altri operatori e volontari. Qui ha imparato non solo l’italiano ma anche il linguaggio del video-documentario. Così ha deciso di raccogliere le memorie di suoi coetanei sul terribile viaggio attraverso la Libia, e di provare a rompere l’incomprensibile silenzio su quanto sta succedendo nel paese del Colonnello Gheddafi.